La partita più difficile Baseball ciechi negli Usa | Noi ancora senza campo

"Vedere mio figlio felice è la cosa più importante e qui lo è". Enza viene da Milano. Suo figlio, Massimo, 17 anni, bravissimo batterista, è non vedente sin dalla nascita. Ogni settimana vengono a Brescia, nella palestra della scuola media Calvino, periferia cittadina multietnica, dove si allena la Leonessa Baseball per ciechi di Brescia, l’unica squadra di Baseball per non vedenti o ipovedenti in città e provincia. A Milano ci sono due squadre, ma Massimo ha trovato la sua “casa“ qui. Non è l’unico ad arrivare da fuori città. All’allenamento del mercoledì c’era anche Oney Tapia, atleta paralimpico che vive a Bergamo, plurimedagliato per i suoi successi nel lancio del peso e del disco. "Purtroppo non abbiamo un campo vero dove allenarci, qui in palestra gli esercizi che possiamo fare sono limitati", racconta Ghulam Sarwar, 39 anni, presidente e fondatore di questa piccola realtà, che, oltre ad incassare importanti risultati sportivi, è un esempio concreto di inclusione.
La partita più difficile  Baseball ciechi negli Usa |   Noi ancora senza campo

Ilgiorno.it - La partita più difficile. Baseball ciechi negli Usa: "Noi, ancora senza campo"

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