Business o diritti? Lo strano caso del turismo Lgbt in Emilia-Romagna

Roma, 26 feb – L’Emilia-Romagna, si sa, è una regione dalla doppia anima. Placidamente laboriosa nella corposa parte occidentale, attivamente esuberante nel piccolo quadrilatero che dalle prime colline si affaccia sull’Adriatico. Con un unico comune denominatore, quello dell’ospitalità. Giocoforza da queste parti la ricettività gode di ottima salute: nel 2024 – tra riviera, località appenniniche, terme città d’arte, divertimenti vari ed eventuali – oltre 40 milioni di presenze e quasi 12 milioni di arrivi. Secondo i dati Istat un bel 3% in più rispetto all’anno precedente. Ma “si può dare più”, come cantava – insieme a Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri – il bolognese Gianni Morandi. Cosa manca allora, si chiederà il lettore? Ovvio, il turismo Lgbt. Una questione di diritti. O forse no. Andiamo con ordine.
Business o diritti? Lo strano caso del turismo Lgbt in Emilia-Romagna

Ilprimatonazionale.it - Business o diritti? Lo strano caso del turismo Lgbt in Emilia-Romagna

Leggi su Ilprimatonazionale.it
  • Business o diritti? Lo strano caso del turismo Lgbt in Emilia-Romagna
  • Lo strano caso dei debiti del Barcellona e il destino di Dani Olmo: saranno i conti a decidere se giocherà con l’Atalanta
  • Lo strano caso di RWM Italia, tra business delle armi e la “cancellazione” di due fiumi
  • Lo strano caso del CEO invisibile di SHEIN: Xu Yangtian
  • Dalla Champions al tennis, ora Sky va verso l’utile operativo a bilancio
  • L’ECONOMIA PARALLELA DEL CALCIO MONDIALE
    Video Business diritti