Alla Cop16 di Roma scelta la strategia per finanziare la biodiversità | su cosa è stato raggiunto l’accordo e cosa manca nel testo

Il secondo round della Cop 16 sulla biodiversità si chiude con un accordo finanziario – 200 miliardi di dollari l’anno da mobilitare al 2030 – che rischiava di saltare, così come si era temuto a Cali, in Colombia. Non è accaduto, anche se restano una serie di interrogativi aperti da cui dipenderà l’effettivo funzionamento del nuovo meccanismo finanziario che dovrà essere adottato nel 2028. A Roma, per esempio, la Conferenza delle Parti rinvia la discussione sulla creazione di un nuovo fondo, ostacolata da diversi Paesi ricchi, ma approva un pacchetto di indicatori per misurare i progressi. E ce n’è bisogno dato che finora non si sta rispettando la tabella di marcia sui finanziamenti destinati ai Paesi poveri. Alla Cop della Capitale, che si è svolta nella sede della Fao, la presenza del governo italiano non è stata, però, quella che ci si sarebbe aspettati dal Paese che ha ospitato il vertice.
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