Gli utilizzi e le proprietà del rabarbaro

Ai più evoca certe antiche caramelle amarognole, o un noto amaro veramente amaro, che si chiama Zucca (dal cognome del creatore), ma il rabarbaro – la “radice dei barbari”, secondo gli antichi Romani – è molto di più di questo e riserva piacevoli sorprese, soprattutto in cucina. Intanto, è bene precisarlo, si tratta di una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Polygonaceae, per certi versi simile al sedano e originaria della Cina e del Tibet. Ormai, però, sia coltivata sia spontanea, è diffusa in molte altre parti del mondo, Europa compresa, grazie alla sua estrema adattabilità ai più diversi climi e terreni ed è comune nei giardini privati poiché cresce quasi senza bisogno di cure. Ne esistono oltre cinquanta varietà, ma quella più utilizzata è senza dubbio il rabarbaro cinese (Rheum palmatum).
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