L’inversione di rotta sul nucleare è clamorosa non tiriamola per le lunghe Scrive Arditti

Nessuno lo sa (o meglio nessuno lo ricorda), ma nel 1966 l’Italia ha in funzione tre centrali nucleari (Latina, Trino Vercellese e Sessa Aurunca) ed è il terzo produttore mondiale di energia elettrica con quella tecnologia, dopo Stati Uniti e Gran Bretagna.A quel punto abbiamo già sviluppato competenze tecniche ed accademiche, abbiamo accordi internazionali di primo livello per tutte le forniture necessarie ed abbiamo nella grandi aziende di Stato tutte le risorse utili ad ampliare il programma, rendendo l’Italia sempre più forte e indipendente sotto il profilo energetico.Inizia invece proprio lì una stagione nefasta, che ci vede prima scommettere palesemente su fonti non rinnovabili (carbone, petrolio, gas, olii combustibili) e poi affossare con due tornate referendarie (1987 e 2011) quella promettente eccellenza italiana.
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