L’ora dei Bro-caster gli influencer trumpiani tra machismo e post-verità

Alla Casa Bianca è arrivata L’ora dei Bro-caster, dal nome informale di quel rutilante gruppo di podcaster conservatori alternativi ai media tradizionali che hanno catturato l’attenzione nientemeno che di Donald Trump. Come nuovo vicedirettore dell’Fbi è stato infatti scelto Dan Bongino, podcaster di enorme successo del movimento Maga (Make America great again), ex poliziotto, ex agente del Secret service, per tre volte candidato sconfitto alle elezioni per il Congresso. Mai lavorato prima d’ora per l’Fbi. Un nuovo ingresso nel bar di Guerre stellari, dove già sono all’opera quella gialla dei Teletubbies a cui piace sparare ai cani e M, il Mostro di Düsseldorf che non si fida dei vaccini.Dan Bongino (foto Getty Images).Il capostipite Joe Rogan e quei 100 milioni di dollari da SpotifyLa nomina di Bongino è assai interessante e conferma che Trump ha un consistente debito di riconoscenza nei confronti di quel mondo, capeggiato dal Bro-caster più importante di tutti: il proto Bro-caster, il Bro-caster in Chief Joe Rogan, il cui successo è rappresentato dalla cifra che a suo tempo Spotify sborsò per acquistare l’esclusiva sulla sua trasmissione: 100 milioni di dollari.
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