1992 Falcone assassinato Bomba della mafia scoppia a Capaci Muoiono anche la moglie e la scorta
“La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano, e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine”. Giovanni Falcone pronunciò queste parole nel 1991, un anno prima di morire. Lui, il giudice istruttore che ha ispirato generazioni di magistrati, pensava davvero che prima o poi lo Stato avrebbe sconfitto Cosa Nostra, a patto di “impegnare in questa battaglia le forze migliori delle istituzioni”. Falcone era una di queste “forze migliori”, così come lo era Paolo Borsellino, l’amico e collega che con lui aveva condiviso le fatiche del maxi-processo. Per la prima volta centinaia di boss e gregari erano stati condannati ma, soprattutto, era stato sancito che Cosa Nostra era una struttura unitaria e verticistica diretta dalla cupola, secondo il famoso ’teorema Buscetta’. In qualunque altro Paese Falcone, dopo questo successo, sarebbe stato messo al vertice della lotta alla mafia.
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