Le nostre vite viste come rette parallele
Quanto siamo legati fra noi? E quanto – anche senza saperlo – le nostre vite si sfiorano, si connettono, si intrecciano come particelle? Sono le domande che sottendono il nuovo lavoro del drammaturgo, regista e attore Oscar De Summa, "rette parallele sono l’amore e la morte", che domani sera alle 21 concluderà la stagione del teatro Troisi di Nonantola, curata da Ater. Partendo da un ricordo della gioventù, De Summa indaga il valore della vita e il mistero dell’esistenza, utilizzando la scienza come strumento di indagine. Primo ‘motore’ del lavoro teatrale è la storia di Mariarosaria: "Era una ragazza che abitava accanto a casa mia quando, da ragazzo, vivevo in Puglia – racconta De Summa – Con lei, a dire la verità, non avevo avuto mai nulla da condividere. Le nostre famiglie non si frequentavano, avevano avuto degli screzi e si erano allontanate fra loro, e poi lei, Mariarosaria, frequentava il liceo, studiava pianoforte, si interessava di filosofia, tutte cose che la rendevano diversa, lontana dal nostro mondo di adolescenti decisi a divertirsi senza pensare troppo alle conseguenze delle nostre azioni".
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