Ho visitato una scuola steineriana | così ho capito che alla statale manca la riflessione pedagogica
Nella scuola statale italiana c’è tutto ma manca l’essenziale: la riflessione pedagogica. L’ho capito visitando recentemente una scuola steineriana in Toscana. Per chi non lo sapesse è un approccio educativo sviluppato a partire dal 1919 su indicazioni di Rudolf Steiner che credeva nella tripartizione dell’uomo (corpo, anima e spirito). Da lì discende l’ideale di educare in modo armonioso le facoltà cognitivo-intellettuali (pensiero), quelle creativo-artistiche (sentimento) e quelle pratico-artigianali (volontà) dell’allievo.Nelle loro aule non c’è la cattedra, la lavagna è a libro, il “sacro” e la spiritualità fanno parte della vita scolastica, i bambini usano le mani per lavorare il legno, celebrano le stagioni, non usano i pc, non hanno voti. Il sussidiario non esiste ma è fatto dagli stessi studenti, anche se sui banchi non mancano tanti libri di narrativa.
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