Sull’acquisizione di Bpm la palla passa Unicredit e l’ad Orcel incassa anche l’ok al maxi stipendio

“Avevamo ragione noi”. Asciutto il commento del numero uno di Unicredit, Andrea Orcel, sul caso del Banco Bpm che pagherà Anima a prezzo pieno, con la probabile conseguenza di perdere valore nell’operazione a monte che lo vede preda della stessa Unicredit. Tutta colpa dell’Europa, con la Banca Centrale che non ritiene che l’acquisizione della società di gestione del risparmio da parte del Banco abbia titolo per beneficiare degli sconti e benefici patrimoniali previsti dal cosiddetto Danish Compromise, mentre l’Autorità bancaria europea ha fatto sapere che non risponderà al quesito posto in merito dall’istituto. E, quindi, non fornirà alcun parere sulla questione.Eppure per Giuseppe Castagna fino a una settimana fa era fatta: “Siamo sicuri che arriverà”, aveva detto il numero uno del Banco non più tardi di una settimana fa, parlando dell’eventuale via libera all’utilizzo del Danish Compromise nell’integrazione di Anima alla European financials conference di Morgan Stanley.
Sull’acquisizione di Bpm la palla passa Unicredit e l’ad Orcel incassa anche l’ok al maxi stipendio

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