Il porticciolo remoto dove mangiare baguette e salsicce antiche tra i pescatori di aragoste

È già la seconda volta che la foca fa il giro del molo. Killian non la sopporta, lo vedo che non la sopporta. La barca dondola sul mare d’Irlanda e il profumo del ghiaccio si cristallizza nei polmoni del pescatore che stizzito continua a imprecare contro «quello schifoso pinnipede». Ogni volta che lo chiama così sputa in acqua e si raschia la gola con colpi di tosse grassa, cattiva come lui. Killian non ce l’ha con tutte le foche: è esattamente quella nello specifico che odia.Killian e la foca nel mare di HowthGli basta un’occhiata ormai per distinguere le foche che sguazzano nel porto, qualcuna la riconosce anche solo dal dorso: ci sono quelle più maculate, quelle più tonde. E la foca che Killian proprio non sopporta è la più facile da individuare, basta osservarle il muso: un lungo solco spellato le scava una cicatrice tutt’intorno alla gola, come se indossasse una collana di sangue.
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