La ‘stanza dell’amore’ intimità in carcere | secondo ok dai giudici

Reggio Emilia, 29 marzo 2025 – Un 44enne di origine campana, detenuto nel carcere di Parma in Alta sicurezza, vicino al clan dei Casalesi, in particolare al boss Francesco Schiavone detto ‘Sandokan’, ha fatto valere il proprio diritto, sancito dalla Corte Costituzionale con la sentenza del 26 gennaio 2024, di poter vivere con la moglie momenti di intimità, senza il controllo della polizia penitenziaria. Dapprima il magistrato di sorveglianza competente di Reggio, Elena Bianchi, aveva detto sì alla sua richiesta di avere un “colloquio intimo” con la donna, accogliendo il reclamo presentato dall’avvocato Pina Di Credico “contro la negazione del diritto all’affettività” che avrebbe esercitato il carcere di Parma. Il provvedimento, datato 7 febbraio, prescriveva che entro 60 giorni la struttura di via Burla dovesse allestire uno spazio adatto.
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