Dopo il terremoto in Myanmar l’esercito sta bloccando i soccorsi nelle zone dei ribelli

Dopo il disastroso terremoto che lo scorso venerdì ha colpito il Myanmar (e, in modo meno grave, la Thailandia e la Cina), aiuti umanitari e soccorsi medici inviati da tutto il mondo stanno arrivando nella capitale Naypyidaw e in molte altre zone del Paese. A Sagaing, la città più vicina all’epicentro, la prima squadra di soccorsi internazionali è giunta solo ieri, tre giorni Dopo la devastante scossa; quasi tutti i camion di aiuti, invece, sono ancora fermi ai posti di blocco.A ostacolarne l’arrivo è l’esercito del regime, che sta monopolizzando e rallentando l’assistenza, rendendola difficoltosa dove i ribelli sono più attivi, come appunto a Sagaing, uno dei principali centri di resistenza della guerra civile che da quattro anni insanguina il Myanmar. La città ospita circa trecentomila abitanti, e si trova, in pratica esattamente sopra l’epicentro del sisma che ha colpito il Paese e che, al momento, ha provocato quasi tremila morti; numeri che, di giorno in giorno, sono destinati ad aumentare drammaticamente.
Dopo il terremoto in Myanmar l’esercito sta bloccando i soccorsi nelle zone dei ribelli

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