A Strasburgo va in scena la solita spaccatura del Pd ma a bassa intensità
Anche oggi il Partito democratico si divide: stessa ora, stesso luogo, stesso tema. Strasburgo, politica di difesa europea, riarmo. Sulla Relazione annuale sull’attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune, messa a punto da socialisti, liberali e popolari – nella quale si conferma, in un quadro più completo, con grande rilievo alla causa ucraina, l’appoggio alla politica di difesa europea e al riarmo – stavolta si prevede che i deputati vicini a Elly Schlein voteranno contro o si asterranno (come l’ultima volta, il tredici marzo), mentre i riformisti voteranno a favore.Ci sarà una grande confusione sugli emendamenti – il testo è molto articolato e tocca tutti i punti della politica internazionale – e il voto sarà segreto. Ma l’importante sarà il voto finale. Stamattina è prevista una riunione della delegazione dei democratici italiani per fare il punto definitivo, ma ieri si prevedeva una novità di non poco conto negli equilibri interni: Stefano Bonaccini e Antonio Decaro, che nella precedente votazione avevano votato sì, questa volta potrebbero votare no.
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