A Strasburgo vince la dottrina Schlein | il Pd vota compatto al Piano di Riarmo europeo e si spacca sugli emendamenti più guerrafondai

Da Strasburgo – No alla «corsa al Riarmo dei singoli 27 Stati», sì al lavoro complessivo dell’Ue di questi mesi sulla politica estera e di difesa. È la linea su cui si è assestato oggi il Pd al Parlamento europeo. Tre settimane fa il partito guidato da Elly Schlein si era spaccato nell’Aula di Strasburgo nel voto sul Piano di Riarmo Ue, con 11 eurodeputati astenuti come indicato dalla segretaria, ma altri 10 espressisi a favore. Dopo giorni di tensione tra maggioranza e minoranza del partito, il compromesso lo si era poi trovato a Roma: alla Camera sulle comunicazioni di Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo il Pd aveva ribadito il sostegno a una difesa comune europea, chiedendo però una «revisione radicale» del Piano di Riarmo di Ursula von der Leyen. Oggi, dopo giorni di fibrillazioni, il grosso del gruppo dem in Ue si è assestato su analoga linea nel voto sulla relazione annuale sulla politica di sicurezza e di difesa.
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