Così il Duce tentò di placare le brame di Hitler

È andata a Maurizio Serra la seconda edizione del Premio Alberto Arbasino, che l'amministrazione comunale di Voghera dà in ricordo del grande scrittore vogherese morto cinque anni fa. Diplomatico di carriera, classe 1955, Maurizio Enrico Serra ha rappresentato l'Italia tra l'altro all'Unesco e alle organizzazioni internazionali di Ginevra, ha diretto l'Istituto diplomatico Mario Toscano del ministero degli Affari esteri e ha insegnato Storia delle relazioni internazionali alla Luiss. Soprattutto, però, ha vinto il Premio Goncourt, e dopo la morte di Simone Veil ne ha preso il posto all'Académie française. Primo italiano a ricoprire la prestigiosa carica a vita dell'istituzione culturale di Parigi, Serra è stato considerato come una personalità della cultura italiana accostabile ad Arbasino «per la sua vasta attività letteraria - che include pubblicazioni monografiche dedicate a Curzio Malaparte (Prix Gouncort Biografia 2011), Italo Svevo e Gabriele D'annunzio (Prix Chateaubriand 2018, Prix de l'Académie des Littératures 2019) - e in particolare per l'ultimo saggio Scacco alla pace.
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