IncontriAmo l’autismo Josè che va nelle scuole per condividere emozioni e parole
Arriva l’autismo, entra in una famiglia, sconvolge la vita a tutti coloro che stanno intorno al bambino che riceve la diagnosi. "Viene definito, in termini scientifici, un lutto, perché muore il figlio che un genitore aveva immaginato e deve sostituirlo con un altro". Le parole sono di Roberta Trerotola, di Montepulciano, mamma di Josè Vella, 11 anni, protagonista del progetto ‘IncontriAmo l’autismo’ che sta ottenendo uno straordinario successo, portando nelle scuole, dall’Infanzia alle Superiori, non lezioni ma la diretta testimonianza di Jo’, come tutti lo chiamano, usando un linguaggio semplice e diretto. Quella che poteva essere una storia di rinuncia e disperazione, diventa così la storia d’amore di una famiglia per gli altri, un esempio di speranza a cui ispirarsi. "Dopo dei test medici, a cui Josè fu sottoposto a sedici mesi, ricevemmo il responso definitivo quando il bambino aveva due anni e mezzo" racconta ancora Roberta, che insieme al papà Nicola e ai fratellini Gaia, 10 anni, e Zeno, di 7, questi ultimi descritti "come la sua chiave per comprendere il mondo", ha riorganizzato la sua esistenza per far condurre a Josè la migliore vita possibile.
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