Lavorare col caffè mi ha spinto a rifarmi una vita Storia di Sofia che ha trovato riscatto in carcere

«Ogni tanto nella mia cella arrivava un bell’odore di caffè. Mi riportava a un attimo di serenità, per me che ero abituata a sentire solo l’odore del ferro». È così che Sofia (nome di fantasia), oggi in regime di semilibertà, ha saputo che nella casa circondariale femminile di Pozzuoli, dove era detenuta, c’era una torrefazione. «Non capivo da dove veniva, poi un giorno l’educatrice mi disse che erano Imma e Paola che avevano portato una torrefazione in carcere e chiesi di fare un colloquio con loro».Le Lazzarelle: con loro al lavoro 70 detenuteImma e Paola sono le fondatrici delle “Lazzarrelle” una cooperativa sociale nata nel 2010 che fino a oggi ha dato lavoro a più di 70 donne detenute. «Volevamo portare dall’esterno un lavoro all’interno – dice Imma, così l’ex mensa è diventata la sede della torrefazione – Così, con l’aiuto della direzione del carcere e un finanziamento del fondo delle politiche sociali della Regione Campania abbiamo acquistato i primi macchinari».
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