L’opera fascista di Bergonzo solleva il dibattito tra Isrec e gli architetti di Bergamo
Bergamo. A quasi trent’anni dalla morte, il nome di Alziro Bergonzo continua a far discutere nella Città dei Mille. L’esponente del razionalismo novecentesco a Bergamo è ricordato soprattutto per essere stato l’architetto del fascismo, con opere che hanno contribuito a modellare il volto moderno del capoluogo.In città il simbolo della sua produzione è Palazzo della Libertà, costruito nel 1939 come sede locale del partito fascista e allora chiamato Casa Littoria. Nelle sue stanze, diventate dopo il 25 Aprile sede del Comitato di Liberazione Nazionale, venerdì 4 aprile si terrà una giornata di studi dal titolo “Alziro Bergonzo, un architetto da riscoprire“, organizzata dall’Ordine architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Bergamo e Fondazione architetti Bergamo. L’evento mira a “restituire centralità a una figura tra le più influenti del Novecento bergamasco”.
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