Tra pratiche in ritardo e burocrazia la riforma della Disabilità è un Calvario
La riforma sulla Disabilità annunciata come svolta epocale si è rivelata, nei fatti, tutt’altro. Un paradosso amministrativo con un cuore crudele: promette inclusione, produce esclusione. Basta guardare i numeri, basta ascoltare chi vive questa riforma sulla propria pelle.A Trieste, dove Basaglia una volta apriva le porte ai diritti, oggi le porte si richiudono. In una città che storicamente è stata modello di sanità territoriale, l’Inps riesce a lavorare solo 350 pratiche su oltre 5.000 richieste abituali. Il tempo medio per la conclusione di una pratica è di 113 giorni, contro i 30 previsti per i minori e i 15 per gli oncologici. È un tempo rubato a chi non ne ha, a chi ha un bisogno urgente, reale, documentato. È il tempo della burocrazia che si traveste da riforma.La macchina burocratica che divora i dirittiA Firenze gli accessi mensili al patronato Cgil sono passati da 1.
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