Ecco la storia di Ferruccio Borsoni | Combattè una battaglia di libertà
Inseguendo storie lontane si arriva alle vicende più prossime, a recuperare incontri e radici. È quello che è successo allo storico napoletano Olindo De Napoli mentre scriveva un ricco saggio sulla deportazione penale nell’Italia liberale, tra il 1861 e il 1900. Una storia che arriva anche a Fermo e che ha segnato un’intera famiglia che in città ha saputo farsi conoscere ed apprezzare. De Napoli ha ricostruito la discussione di quell’epoca che portava ad immaginare progetti di deportazione dei detenuti in luoghi remoti, per risolvere il problema della criminalità e delle cattive condizioni carcerarie. L’unico esperimento poi realmente attivato risale agli ultimi anni dell’800 e vede la deportazione di quasi 200 detenuti ad Abbas, in Eritrea. Tra i detenuti c’era il marchigiano Ferruccio Borsoni, originario della provincia di Ancona, da lui e dalla sua famiglia origina un ramo dei Borsoni che poi ha vissuto a Fermo e si è incrociato con la famiglia Morroni Mozzi.
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