Il biglietto introvabile il controllore gentile e la meta di Einstein
Moroni Negli ultimi tempi, per via di un impegno, ho avuto occasione di fare alcuni viaggi in treno sempre sulla stessa linea. L’ultimo mi ha riservato questo episodio. Si è presentato il capotreno per chiedere il biglietto. Ho cercato, in un primo tempo senza fretta, poi sempre più in affanno. Il capotreno è stato comprensivo. "Signora, non si preoccupi. L’ho già vista sul treno e so che lei non viaggia mai senza il biglietto". Sono arrivata a destinazione e non ho più rivisto il gentile capotreno. Fra parentesi: una volta a casa, ho proseguito le ricerche, ma il biglietto non è ricomparso. Maria Luisa Corti, Milano Si consoli, gentile amica. Qualcosa di simile accadde ad Albert Einstein. Nientemeno. Einstein aveva lasciato Princeton, dove insegnava, ed era in viaggio su un treno.
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