L’inclusività che manca alla moda era tutta al Woolmark Prize

Sul podio dell’International Woolmark Prize 2025, a Milano, è salito Duran Lantink. Sorridente, emozionato, timido, non si è ancora abituato al successo che lo ha travolto nel giro di pochi mesi. Nato a L’Aia 37 anni fa, è lo stilista del momento. Imbottiture sulle spalle e sui fianchi, silhouette gonfiate come palloncini e look unisex hanno reso le sue passerelle un’inconfondibile attrazione per gli addetti a settore che lo applaudono fin dalla prima sfilata ribattezzata “abiti salvagente”, la stagione Primavera Estate 2024. Ed è solo l’inizio. Se lo scorso settembre si era aggiudicato anche l’LVMH Prize 2024, l’ultimo show che ha presentato alla Paris Fashion Week A/I 2025 (di cui fanno parte anche i capi realizzati per Woolmark) è diventato virale: sotto la buona stella del gender fluid, hanno fatto il giro dei social sia la top Mica Arganaraz, con un top in latex a forma di busto maschile, che il modello Chandler Fyre, in passerella con un abbondante seno prostetico.
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