Licenziato per una sigaretta ma i colleghi no | la Cassazione spiega

Da decenni la legge vieta espressamente di fumare in ufficio. Un’imposizione prevista per ragioni di salute e che si coordina con gli obblighi dell’azienda di cui all’art. 2087 del Codice Civile. E, se per alcuni il fumo è un più che apprezzato rimedio anti-stress, è però altrettanto vero che l’abitudine di accendersi una sigaretta si scontra con il dettato dell’art. 51 della legge 3/2003.Questa premessa è doverosa se pensiamo alle ultime novità che arrivano dalla giurisprudenza, secondo cui il licenziamento è legittimo se a suo fondamento c’è il fumo in area vietata, e anche se – in tale area – non c’è un cartello che segnala il divieto. Al contempo la massima sanzione disciplinare è giustificata, pur se emessa in un ambiente di lavoro in cui si era creata una sorte di prassi o consuetudine che ammetteva l’uso della sigaretta, una sorta di “anarchica” tolleranza da parte del datore di lavoro.
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