Marta Havryshko | Bisogna parlare dell’estrema destra in Ucraina ora e non dopo la guerra
Lviv, città dell’Ovest ucraino, con le sue eleganti architetture asburgiche e i suoi caffè alla moda, è diventata negli ultimi anni un simbolo dell’ultranazionalismo europeo. Tra le sue strade si incrociano reduci di guerra, bandiere con simbologie paramilitari e un merchandising che celebra figure controverse della storia Ucraina. Ma come si è arrivati a questa fusione tra estremismo di destra e il mainstream culturale del Paese? E in che modo la guerra in corso ha amplificato questo fenomeno?Ne abbiamo parlato con Martha Havryshko, storica Ucraina specializzata in violenza di genere nei conflitti e nella costruzione della memoria nazionale. Insegna alla Clark University del Massachussetts, e in questo momento è vista come il fumo negli occhi da parte degli antirussi più massimalisti.Azov e la glorificazione dell’estrema destraIl battaglione Azov è uno dei gruppi più discussi della guerra a livello globale Se da un lato è stato celebrato per la sua resistenza contro l’invasione russa, specialmente nelle tetre acciaierie di Azovstal nelle prime fasi del conflitto, dall’altro resta legato a simboli e ideologie suprematiste bianche, intolleranti, incapaci di immaginare un’Ucraina pluralista nella cultura.
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