Due fustini di stereotipi per un fustino di ideologia
Pubblicità progresso. Scambiereste due fustini di stereotipi con un fustino di ideologia? Aveva ragione chi in questi anni ha criticato i riflessi condizionati della nostra informazione nel raccontare l’omicidio di una donna: il vizio accanito di romanzare tutto, il logoro campionario melodrammatico del crime passionnel, il “troppo amore”, il “raptus”, l’allusione misogina a qualche colpa indiretta della vittima, chiamata sempre e solo con il nome proprio. È un’antica abitudine delle cucine giornalistiche italiane, quella di far cattiva letteratura con gli ingredienti della cronaca nera; cioè, con i pochi ingredienti a disposizione nei giorni successivi a un delitto che rimane, fino a prova contraria, un fatto umano opaco e sconosciuto. Dunque è un sollievo che certi tic giornalistici sessisti vengano pian piano abbandonati.
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