Il Regno Unito nega l’asilo a un’attivista per i diritti umani afghana | Può tornare nel suo Paese non corre alcun rischio

«Non corre alcun pericolo, può tornare in Afghanistan». Con questa motivazione, il ministero dell’Interno britannico ha respinto la richiesta di asilo di Mina (nome di fantasia), attivista per i diritti umani nel Paese sotto dittatura dei talebani. «Pensavo che la mia richiesta sarebbe stata accolta – dichiara al Guardian – sono afghana, ho lavorato con i governi occidentali nei vari progetti dedicati alle donne». Ora, ogni giorno Mina teme di essere rispedita in Afghanistan dove da circa quattro anni, dalla presa di Kabul da parte dei talebani, si è verificato un deterioramento senza precedenti dei diritti delle donne. Una repressione pervasiva e istituzionalizzata, al punto che le organizzazioni per i diritti umani spingono affinché l’apartheid di genere venga riconosciuto come crimine nel diritto internazionale.
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