Se a criticare la politica no global di Trump sono i politici no global
Al direttore - Tutto sommato, hanno vinto i no global.Antonio Polito L’elemento più spassoso, per non perdere il buon umore, è che a contestare Trump per quello che sta facendo nel mondo, con il suo protezionismo, con il suo approccio no global, sono gli stessi politici e gli stessi partiti e gli stessi movimenti culturali che negli ultimi anni hanno fatto tutto il possibile per combattere la globalizzazione, legittimando a loro volta gli istinti no global. Spettacolo. Al direttore - Anche ieri il suo giornale, con il mitico Foglio AI, ha realizzato un pregevole esperimento: “I 5 temi che persino la ‘Zanzara’ ha censurato e che sarebbero stati scoperti dall’AI”. Dico sarebbero anche se voi, in realtà, lo date per certo. Ebbene su questo mi sento umilmente di dissentire. Leggendo i temi proposti dall’AI (1 il complotto dei gatti vegani; 2 il sindacato dei manichini discriminati; 3 il movimento per la liberazione delle pietre da giardino; 4 la teoria della manipolazione delle nuvole a fini emozionali; 5 la crociata per l’uguaglianza delle posate) sono arrivato a questa serena conclusione: l’AI sta per molti aspetti rivoluzionando le nostre vite (in meglio) ma, forse per pudore, non arriverà mai a quei picchi di colorita volgarità a cui ogni giorno assistete tutti con gioia e disgusto tra le 18.
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