Viaggio ironico nella misteriosa caverna dell’età fertile e del desiderio

In un tempo di crollo demografico – tutto occidentale – i racconti di Barbara Di Gregorio, Cronache dell’età fertile (Fandango) mostrano non tanto la crisi del maschio e della società che lui ha definito, ma la sua totale assenza. Il maschio non esiste e se esiste non serve a nulla. Le donne di Barbara Di Gregorio sono esseri mutanti e tendenzialmente totalizzanti, capaci di occupare ogni ruolo e ogni forma fino a divenire come nel primo racconto, L’animale maschio, esseri mannari. Donne lupo sfinite dalla mediocrità lamentosa degli uomini con cui si sono accompagnate fino ad allora. Maschi che prefigurano nei loro tratti psicologici una incomprensione del mondo e della sua realtà a cui oppongono però una forma di rabbia lamentosa che li rende ancora più odiosi.  Maschi immobili e incapaci di affrontare ogni imprevisto e che vivono come all’interno di un gioco di ruolo con regole perfettamente ordinate, ma totalmente prive di ogni aderenza con il reale.
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