Virus Marburg, allerta Oms: misure di alto isolamento allo Spallanzani di Roma
L'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (INMI) Lazzaro Spallanzani di Roma ha rafforzato le misure contro il virus Marburg, a seguito dell'allerta dichiarata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dopo l'epidemia scoppiata in Ruanda il 27 settembre 2024. Lo Spallanzani, centro di riferimento nazionale per le febbri emorragiche, ha avviato un programma di formazione intensiva per preparare il personale medico e infermieristico alla gestione di pazienti infettati da patogeni di classe BSL-4, come il virus Marburg.

Per tutto ottobre, l'istituto ha previsto dieci sessioni di training rivolte alla task force di alto isolamento, con particolare attenzione alle procedure di decontaminazione, vestizione e svestizione dei dispositivi di protezione individuale (DPI). Il personale viene addestrato per garantire la sicurezza nel trattamento dei pazienti e prevenire il rischio di trasmissione del virus. Come spiegato dal dottor Nicola De Marco, responsabile delle professioni infermieristiche, oltre alla formazione, lo Spallanzani sta aggiornando le scorte di DPI, inclusi tute protettive, grembiuli e guanti, per assicurare la massima protezione.
Sono state inoltre allestite stanze di degenza nel padiglione di alto isolamento, pronte ad accogliere sia casi sospetti che confermati di pazienti affetti da malattie ad alta contagiosità, come il Marburg. Le stanze sono progettate per ospitare pazienti che necessitano di supporto respiratorio invasivo o che sono clinicamente stabili. Questi spazi consentono di attivare rapidamente le misure necessarie in caso di emergenza sanitaria.
L'intero reparto è diretto dal dottor Emanuele Nicastri, e opera secondo protocolli del Ministero della Salute per garantire la massima sicurezza durante il trasporto dei pazienti e la gestione dei campioni biologici. L’Ares 118, il servizio di emergenza medica, è stato coinvolto nel programma di addestramento per assicurare la corretta gestione dei DPI durante eventuali trasporti in ambulanza di pazienti infetti.
Le misure adottate fanno parte di un piano di emergenza nazionale per rispondere tempestivamente alle epidemie di virus letali e garantire la protezione del personale sanitario, dei pazienti e della popolazione.
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