Vittoria di Trump alle elezioni USA: possibili ripercussioni sui tassi dei mutui italiani
La recente vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali statunitensi potrebbe influenzare i tassi dei mutui in Italia. Secondo un'analisi di Facile.it, l'elezione di Trump potrebbe incrementare le pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti, spingendo la Federal Reserve (Fed) a rivedere la sua politica monetaria. Questo scenario potrebbe avere effetti anche sui mercati europei e, di conseguenza, sui tassi dei mutui italiani, in particolare quelli a tasso fisso.

Gli esperti di Facile.it spiegano che un eventuale rallentamento dei tagli dei tassi da parte della Fed comporterebbe un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato americani, rendendoli più attraenti rispetto a quelli europei. Questo potrebbe indurre una migrazione di capitali verso gli Stati Uniti, causando un aumento delle vendite e, quindi, dei rendimenti dei titoli obbligazionari europei. Tale dinamica influenzerebbe gli indici di riferimento per i mutui a tasso fisso italiani, noti come IRS (Interest Rate Swap).
Un aumento degli IRS comporterebbe un incremento dei tassi dei nuovi mutui. Già da alcuni giorni, il mercato obbligazionario europeo, trainato dai titoli di Stato americani, sta registrando un aumento dei rendimenti, con i primi segnali rialzisti anche per gli IRS.
Inoltre, secondo un'analisi di Teleborsa, l'elezione di Trump potrebbe portare a un incremento delle pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti, costringendo la Fed ad adottare una politica più restrittiva e moderare il ritmo dei tagli dei tassi intrapreso negli ultimi mesi. Questa scelta potrebbe avere effetti anche sui mercati europei e, a cascata, sui tassi dei mutui italiani, in particolare quelli a tasso fisso, che potrebbero tornare a crescere.
È importante monitorare l'evoluzione delle politiche economiche statunitensi e le decisioni della Fed, poiché potrebbero avere ripercussioni significative sui mercati finanziari globali e, di conseguenza, sui tassi dei mutui in Italia.
Donald Trump annuncia dazi globali: colpiti anche territori disabitati come le Isole Heard e McDonald - Donald Trump ha annunciato una nuova ondata di dazi commerciali che coinvolge oltre 60 Paesi e territori, con decorrenza dal 5 e dal 9 aprile 2025. La misura include anche nazioni alleate e territori remoti, in quella che viene definita una strategia di “dazi reciproci”.
L'Unione Europea pronta a rispondere ai dazi di Trump, ma aperta al dialogo - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l'imposizione di dazi del 20% sui prodotti dell'Unione Europea, suscitando una ferma reazione da parte della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Da Samarcanda, in Uzbekistan, von der Leyen ha dichiarato che tali misure rappresentano "un duro colpo per l'economia mondiale" e avranno "conseguenze terribili per milioni di persone", con aumenti dei prezzi di beni di consumo e medicinali, colpendo in particolare le fasce più vulnerabili della popolazione.
Donald Trump impone dazi reciproci: ecco i calcoli del Presidente USA - Il 2 aprile 2025, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l'introduzione di dazi "reciproci" su una vasta gamma di importazioni, con l'obiettivo di correggere quelli che ha definito squilibri commerciali sfavorevoli agli USA. Questi dazi prevedono un'aliquota minima del 10% su tutte le importazioni, con tariffe più elevate per specifici paesi: 34% per la Cina, 20% per l'Unione Europea, 46% per il Vietnam, 31% per la Svizzera e altre percentuali variabili per altre nazioni.