Santanchè respinge la mozione di sfiducia e valuta possibili dimissioni
La Camera dei Deputati ha respinto la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni contro la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, con 206 voti contrari e 134 favorevoli. La ministra è attualmente sotto processo per falso in bilancio nel caso Visibilia e accusata di truffa ai danni dell'INPS.
Nel suo intervento in Aula, Santanchè ha dichiarato: "Non mi sottraggo ai processi; intendo difendermi nel processo e combatterò per la verità". Ha inoltre sottolineato l'importanza della presunzione d'innocenza sancita dalla Costituzione e ha affermato: "Sono una donna libera, indosso tacchi da 12 centimetri, curo il mio aspetto, amo vestirmi bene e sono felice di lavorare".

Riguardo alle possibili dimissioni, la ministra ha precisato: "A breve ci sarà un'altra udienza preliminare; in quell'occasione rifletterò sulla possibilità di dimettermi, ma sarà una decisione personale, senza pressioni o ricatti". Ha aggiunto che agirà nel rispetto del presidente del Consiglio, del governo, della maggioranza e per l'amore verso il suo partito, Fratelli d'Italia, desiderando essere una risorsa e non un problema.
Durante il dibattito, Santanchè ha ringraziato i colleghi per il supporto, definendo le accuse come "fango" e "ergastolo mediatico" che rischiano di destabilizzarla, trovando conforto nella sua famiglia. Ha inoltre risposto alle critiche sulle sue scelte personali, affermando: "Non ho nulla da nascondere sulle mie borse; non ho paura". Ha accusato le opposizioni di voler combattere la ricchezza anziché la povertà.
La maggioranza ha mantenuto un profilo basso negli interventi, con esponenti della commissione Giustizia che hanno espresso voto contrario alla mozione, ribadendo il principio garantista. Andrea Pellicini di Fratelli d'Italia ha apprezzato la disponibilità della ministra a considerare le dimissioni in caso di rinvio a giudizio, definendola "una cosa che le fa onore".
Le opposizioni, rappresentate da Elly Schlein e Giuseppe Conte, hanno criticato la ministra e il governo, accusandoli di difendere l'indifendibile e di essere distanti dai problemi reali dei cittadini.
La ministra ha concluso ribadendo la sua determinazione a proseguire nel suo ruolo, difendendo il lavoro svolto e affrontando le accuse con fermezza.
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