Pressione fiscale al 50,6% nel quarto trimestre 2024, cresce anche su base annua

Nel quarto trimestre 2024 la pressione fiscale ha raggiunto il 50,6%, segnando un aumento di 1,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2023. Secondo i conti trimestrali diffusi dall’Istat, nel complesso dell’anno l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è stato pari al -3,4% del Pil, in miglioramento rispetto al -7,2% del 2023.

Sempre nei quattro trimestri del 2024, il saldo primario è risultato positivo allo 0,4% del Pil (contro il -3,6% nel 2023), mentre il saldo corrente si è attestato all’1,6%, in crescita rispetto allo 0,8% dell’anno precedente. La pressione fiscale media annua si è quindi attestata al 42,6% del Pil, in aumento di 1,2 punti percentuali rispetto al 2023.

pressione fiscale

Nel solo quarto trimestre, il saldo del conto delle amministrazioni pubbliche è tornato positivo con un accreditamento dello 0,4% del Pil (nel 2023 era -6,6%). Il saldo primario ha registrato un’incidenza positiva del 4,1% (contro il -2,8% del quarto trimestre 2023), mentre il saldo corrente ha raggiunto il 5,9% (era 4,5% nello stesso trimestre dell’anno precedente). L’Istat segnala che per la prima volta dal quarto trimestre 2019, le amministrazioni pubbliche registrano un accreditamento netto grazie al contenimento della spesa rispetto alla crescita delle entrate.

Per quanto riguarda le famiglie, il reddito disponibile è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi in valore nominale sono aumentati dello 0,7%. La propensione al risparmio è calata all’8,5% (-0,6 punti percentuali), mentre i prezzi al consumo sono cresciuti dello 0,5%, comportando un calo del potere d’acquisto dello 0,6%.

Per le società non finanziarie, la quota di profitto è scesa al 42,4% (-0,2 punti), segnando il sesto calo congiunturale consecutivo. Il tasso di investimento è invece salito al 22,1%, in crescita di 0,3 punti percentuali, interrompendo una tendenza negativa durata otto trimestri.